www.diaframmando.it su Facebook
Nikon - At the heart of the image

mercoledì 16 maggio 2012

WORKSHOP FOTOGRAFICO in pista presso l'Autodromo Nazionale di Monza in occasione della 60° Coppa Intereuropa Storica




Due workshop di fotografia sportiva in occasione della 60° Coppa Intereuropa Storica dedicati a tutti gli appassionati del genere.
Durante l'evento in programma l'1-2-3 giugno 2012 presso l'Autodromo Nazionale di Monza, sarà possibile accedere alla pista con pass da fotografo e scattare da bordo pista con l'assistenza e supervisione del fotografo professionista Alfonso Prous e Matteo Bulletti.

L’attrezzatura fotografica professionale messa a disposizione dei partecipanti (NIKON 300mm 2.8 AF-S VR e NIKON 400mm 2.8 G ED VR) sarà fatta utilizzare a rotazione. È consigliabile possedere una macchina fotografica reflex e un obiettivo di medio formato.

Costi:
sabato 2 giugno 2012 - €200,00 (IVA inclusa)
domenica 3 giugno 2012 - €200,00 (IVA inclusa)

Per chi fosse interessato è possibile partecipare anche al workshop in programma per domenica 3 giugno 2012 con uno sconto del 20% sul costo della seconda giornata.

Per chi dovesse scegliere di partecipare anche al workshop in programma per il giorno domenica 3 giugno, nel costo del workshop è compresa una analisi più approfondita di tutti gli scatti effettuati nel loro complesso da parte dei due tutor.


Programma dei due workshop:
  • ore 8.00 ritiro accrediti e firma modulo di scarico responsabilità
  • ore 9.00: inizio lavori
  • ore 9.00-11.00: Lavoro in aula (presso la sala stampa del circuito)
    - norme di sicurezza e comportamento in pista  (come muoversi nei paddock, lungo la pista e nei luoghi nevralgici della pitlane)
    - presentazione del circuito che scatti si possono fare, dove e quando
    - introduzione alle diverse tipologie di scatto (foto giornalistica, foto commerciale, foto artistica), scelta delle ottiche e dei tempi di scatto, posizione di scatto, pro e contro dello scatto continuo, fuoco manuale vs. fuoco automatico, gestione dell'esposizione
  • al termine: prima sessione di scatto in pista
  • pausa pranzo (non inclusa nel costo del workshop)
  • analisi scatti dei partecipanti
  • seconda sessione di scatto in pista
  • ore 18.00: fine lavori
Il programma potrebbe subire modifiche nella forma, i tempi e gli orari sono puramente indicativi e subiranno eventuali modifiche durante lo svolgimento del corso in funzione del programma dell'evento e delle condizioni meteo.

DETTAGLI
Location: Autodromo Nazionale di Monza
Durata del corso: 1 giorno come da calendario
Orari del corso: dalle 8,00 alle 18,00
Numero partecipanti: min 5 - max 8

Che cosa è compreso:
il costo del workshop comprende l'assistenza fotografica di due tutor, un pass da fotografo (da restituire a fine giornata) valevole per la giornata di workshop, l'accesso alla pista durante l'evento in programma, l'utilizzo delle ottiche messe a disposizione degli organizzatori.
Per chi dovesse scegliere di partecipare anche al workshop in programma per il giorno domenica 3 giugno, nel costo è compresa una analisi più approfondita di tutti gli scatti effettuati nel loro complesso da parte dei due tutor.

Che cosa non è compreso:
non è compreso tutto quanto non esplicitamente indicato

Attrezzatura minima consigliata:
  • reflex digitale
  • ottica grandangolare
  • ottica fissa o zoom di medio formato (min. 200mm)

martedì 15 maggio 2012

Ferrari Day - Autodromo Nazionale di Monza

Foto scattate da Alfonso Prous durante il Ferrari Day del 13 maggio 2012 presso l'Autodromo Nazionale di Monza.

Se siete interessati a qualcuno di questi scatti inviate un'e-mail a info@alfonsoprous.com indicando nome, cognome e recapito telefonico.




Se siete interessati a qualcuno di questi scatti inviate un'e-mail a info@alfonsoprous.com indicando nome, cognome e recapito telefonico.

lunedì 26 marzo 2012

Come esporre facilmente con i filtri graduati

Questo sistema di misurazione dell’esposizione può fornire risultati più che accettabili con un’elevata probabilità di successo.
In questa foto la differenza di esposizione tra cielo e primo piano è di 1 stop.
  1. Per prima cosa stabilite la vostra esposizione di base esponendo per il primo piano.
    Impostate la fotocamera in manuale.
    Puntate la lente verso il primo piano e leggete i valori suggeriti utilizzando la lettura dell’esposizione media pesata al centro.

  2. Esponete ora per il cielo.

  3. Annotate la differenza di valori di esposizione tra primo piano e cielo. Questo valore costituirà la base per la selezione del corretto filtro ND graduato (GND).

    N.B.: se la lettura del cielo dovesse fornirmi ad esempio dei valori di 1/500 a f/22 e la lettura del primo piano dovesse fornirmi dei valori di 1/125 a f/22, la differenza di esposizione tra le due zone sarebbe di 2 stop (1/125-1/250, 1/250-1/500).
  4. Scegliete ora l’idoneo filtro GND per compensare la differenza di esposizione tra primo piano e cielo, utilizzando un valore di GND che riporti la differenza di esposizione tra primo piano e cielo al di sotto di uno stop. Ad esempio, se il cielo risulta di 3 stop più luminoso del primo piano, utilizzeremo un GND da 0.6 (2 stop) sul cielo per portare la differenza di esposizione ad 1 stop.
    Nell’impostare la linea di transizione della sfumatura del filtro, la cosa migliore sarebbe poter vedere questa linea attraverso il mirino della vostra fotocamera o sul display LCD in liveview.

    N.B.: La linea di transizione risulterà più visibile aumentando la profondità di campo agendo sul diaframma della nostra lente e attivando l’anteprima della profondità di campo.
  5. Ora potete scattare utilizzando i valori di esposizione di base rilevati all’inizio ottenendo un’immagine con un’esposizione bilanciata tra primo piano e cielo.
Nella foto finale è stato utilizzato un filtro LEE GND 0.3 (1 stop) a cavallo di cielo e montagne.
A cura di Alfonso Prous ©2012

mercoledì 15 giugno 2011

PHOTOAID CONTEST 2011

 Un’avventura speciale, un’esperienza “vera” ed unica nel suo genere è ora possibile anche per te. L’Associazione Photoaid, Agenzia non profit per il reportage sociale (www.photoaid.eu) e l’Associazione Archè Onlus (www.arche.it) ti invitano a partecipare al Photoaid Contest 2011/Archè  “Anche tu fotoreporter”.
In linea con lo spirito Photoaid questo concorso fotografico desidera valorizzare i reportage fotografici ispirati dalla tematica sociale. Il concorso è aperto a tutti coloro che amano raccontare con le immagini le persone e le loro esperienze di vita quotidiana, per inventare ogni giorno la speranza. Possono partecipare fotografi professionisti e non, sia italiani che stranieri. Si potranno presentare fotografie in bianco e nero e a colori. Il tema è libero, il linguaggio più appropriato è quello vivace e dinamico del reportage esaltato da un approccio fotografico “rispettoso” ma anche concreto, ottimista e sensibile.

L'apertura delle iscrizioni è compresa tra il 1° maggio ed il 18 settembre 2011.

Presidente della Giuria: Paolo Pellegrin (fotografo dell’Agenzia Magnum).

Il vincitore del concorso avrà la possibilità di vivere un’esperienza unica affiancando un fotografo di Photoaid durante un lavoro di reportage all’estero; sempre al primo classificato verrà inoltre data in premio una reflex NIKON digitale (d300s) ed un corso organizzato da Marianna Santoni (Guru del digital imaging).

Il regolamento del Photoaid Contest è visibile direttamente su www.photoaid.eu .


Per ulteriori informazioni contattare
Photoaid




Fotografare l'eclissi di luna

Mercoledì, 15 giugno, si potrà osservare nei cieli d'Italia una delle più lunghe eclissi totali di Luna degli ultimi anni (e anche dei prossimi): più di 100 minuti di spettacolo (meteo permettendo).

L’eclissi sarà visibile da tutto il Paese, con la totalità osservabile poco dopo le 21, basta guardare verso est e piuttosto basso sull'orizzonte. Si comincerà a vedere un po’ prima al Sud rispetto al Nord e comunque sarà visibile da tutta Italia a partire dalle 21.30.

Il massimo dell'eclissi, ossia la totalità, si avrà verso le 22.20 e finirà alle 23 circa, poi inizierà l’uscita dall’eclissi fino ai primi minuti dopo la mezzanotte.

Come fotografare l'eclissi di Luna
Il primo consiglio è quello di non lesinare sul numero di scatti (non capita spesso un fenomeno come questo e sarebbe un peccato scoprire di averlo fotografato male) utilizzando vari tempi di posa. Oltretutto non si può prevedere la luminosità della Luna durante un’eclissi...

Per ottenere una fotografia del disco lunare abbastanza grande avrete bisogno di un telescopio o di uno zoom di almeno 300mm. Una semplice regolina ci dice che per fotografare una normale eclissi lunare, la dimensione del disco sul fotogramma sarà pari alla lunghezza focale divisa per 110.

Un normale apparecchio fotografico con un obiettivo da 50mm produrrà un’immagine della Luna di appena 0,5mm circa, una dimensione decisamente insufficiente per mostrare anche i dettagli più macroscopici.

N.B.: esposizioni particolarmente lunghe o obiettivi con lunghezza focale superiore ai 500mm richiedono l'utilizzo di un meccanismo di inseguimento a compensazione della rotazione terrestre.

Come dicevo più sopra la minima lunghezza focale per ottenere un'immagine apprezzabile della Luna parte da 300mm.

Trovatevi quindi un buon punto di osservazione sopraelevato e sgombro verso Est e attrezzatevi con un buon treppiede e uno scatto remoto (o l'autoscatto per chi ne è sprovvisto) e impostate la macchina secondo la seguente tabella:

Fasi parzialiTotalità
ISOf/5.6f/8f/11f/2.8f/8f/11
2001/1251/601/301''8''15''
4001/2501/1251/601/24''8''
8001/5001/2501/1251/42''4''

L'eclissi di Luna richiede esposizioni da 4 a 1000 volte più lunghe rispetto alla normale Luna piena, a seconda della fase dell'eclissi che state fotografando e di quanto è buia l'ombra.

Esposizioni più brevi possono bastare solo per le fasi parziali (inizio e fine dell'eclissi), ma difficilmente mostreranno un bordo ben definito dell'ombra sul disco lunare. Per riuscire a riprodurre un bordo ben definito, sono necessarie esposizioni molto più lunghe: tipicamente una seconda esposizione di 1/2 di secondo a f/8 e una sensibilità di 400 ISO. Questo significa sovraesporre la parte illuminata della Luna (recuperabile in post-produzione), ma ottenere dettagli più definiti sul bordo dell'ombra. Per la fase della totalità dell'eclissi non è possibile dare indicazioni a priori in quanto la luminosità della Luna totalmente oscurata è del tutto imprevedibile. L'unico consiglio è quello di non lesinare sul numero di scatti a varie esposizioni!

Buone foto!! (e postate i risultati!)

Ulteriori informazioni sull'eclissi di luna: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-06-14/eclissi-totale-luna-164828.shtml?uuid=AahwWqfD

martedì 14 giugno 2011

Workshop fotografico in Galizia

Un vecchio poema recita  «Alla fine del mondo e all’inizio della vita».

La Galizia, una regione al nord della Spagna affacciata sull'Oceano Atlantico poco conosciuta e poco toccata dal turismo di massa, è una terra meravigliosa e misteriosa dove le giornate si rifiutano di finire e il cui passato si intreccia tra storia e leggenda.

Ho scelto le Rias Bajas e la Costa da Morte come scenario per il mio prossimo workshop fotografico in Galizia, che terrò nella sua prima edizione dal 16 al 21 settembre 2011.

La preparazione di questo nuovo workshop fotografico è stata un’esperienza affascinante, a partire dalla raccolta di tutte le informazioni e contatti prima di intraprendere il viaggio, fino all’esplorazione vera e propria di questa meravigliosa regione.

Aiutato anche dalla conoscenza della lingua ho avuto modo di parlare con la gente e avere informazioni che su luoghi e usanze che normalmente i turisti ignorano.

La Costa da Morte deve il suo nome agli innumerevoli naufragi di cui sono state testimoni e causa le proprie coste rocciose. 

La Costa da Morte si estende nell’estremo nord-ovest della penisola iberica, da Malipica a Cabo Fisterra, il cui toponimo deriva dall’antica credenza che qui finisse la Terra (non a caso Fisterra era anche per i pellegrini l’ultima tappa del famoso Cammino di Santiago). Oggi il tramonto dal Cabo Fisterra attrae ogni anno migliaia di pellegrini e turisti da tutto il mondo.

La Costa della Morte è una regione di leggende su città sepolte, miracolosi guaritori, superstizioni e grandi devozioni, è un paese puntellato di chiese romaniche, pazos, castelli e monumenti megalitici circondati da una natura rigogliosa.
Si trova al bordo estremo dell’Europa dove il mare lambisce (anzi percuote!) un paesaggio fatto di scogliere a strapiombo, isole e rocce che hanno fornito nel tempo una protezione naturale contro pirati e vichinghi.

Qui i fiumi scendono agli estuari, a volte avvolti nella nebbia, altre volte sotto un cielo terso, la superficie dell'acqua talmente calma da riflettere le nuvole. I fiumi lasciano presto posto ai prati dove pascolano mucche e cavalli e ai villaggi dove risuona il suono delle campane delle chiese di campagna e si respirano gli aromi delle ginestre all’ombra di querce e castagni.

Nella preparazione di questo itinerario fotografico ho avuto modo di scoprire luoghi sconosciuti ai più, percorrendo talvolta strade che solo fino a pochi anni fa erano praticamente inaccessibili.

Partendo da Santiago de Compostela, partiremo alla scoperta delle Rias Bajas per poi addentrarci lungo la vera e propria Costa da Morte dove ci alterneremo tra dune e scogliere selvagge a ridosso dell’oceano atlantico, boschi e praterie ancora oggi calpestate dagli zoccoli dei cavalli selvaggi, godremo di tramonti mozzafiato e guarderemo il sole coricarsi all'orizzonte per far posto alle luci dei fari lungo la costa.

Ma durante l’itinerario ci spingeremo anche verso l’interno alla scoperta di luoghi genuini e dimenticati, vedremo cascate maestose, forni secolari dove ancora lavorano maestri vasai, vedremo lavorare le «palilleiras» (le famose ricamatrici di Camariñas) per terminare con la visita della città di A Coruña, la «città di cristallo».

Per maggiori informazioni: info@diaframmando.it

A cura di Alfonso Prous (alfonso.prous@diaframmando.it)

venerdì 31 dicembre 2010

ADDIO KODACHROME!

Ieri, 30 dicembre 2010 alle 19.00 ore italiane, è stato sviluppato l'ultimo rullino Kodachrome, la pellicola che ha inciso fortemente nella storia della fotografia.

È accaduto nell'ultimo laboratorio fotografico al mondo - il  Dwayne's Photo di Parsons, Kansas - che ancora trattava la mitica pellicola Kodak (con una apparecchiatura K-14 ), nata nel 1935, e fuori produzione dal 2009.
Un evento storico, che ha fatto arrivare nella cittadina migliaia di rullini e che ha scatenato gli appassionati ricorsi ad ogni mezzo pur di sfruttare l' «ultima occasione». Riporta, ad esempio, il New York Times che Aliceson Carter ha preso un volo da Londra e poi un'auto a noleggio per arrivare in tempo e farsi sviluppare tre rullini. Ma questo è solo uno dei tanti episodi di "fanatismo" accaduti in questi giorni.

Per la cronaca, l'ultimo rullino sviluppato apparteneva a Dwayne Steinle, proprietario del laboratorio fotografico di Parsons: foto di gruppo dell'intero staff davanti alla porta del negozio.

Per maggiori informazioni:

venerdì 2 luglio 2010

GRANDE RETROSPETTIVA DI FRANCESCA WOODMAN


Dal 16 luglio al 24 ottobre 2010, al Palazzo della Ragione di Milano si tiene la grande retrospettiva dedicata a Francesca Woodman (Denver, 1958 – New York, 1981), uno dei talenti più precoci e interessanti della seconda metà del Novecento.

Anticipatrice di tendenze e tematiche che connoteranno l’arte contemporanea negli anni successivi ed erede della tradizione artistica occidentale dell’autoritratto, Francesca Woodman colpì la comunità artistica per la maturità e la coerenza concettuale delle opere che creò in nove anni di intensa attività.

Il percorso espositivo segue le orme tracciate dalle sue serie fotografiche più significative, che si identificano con i luoghi dove sono state create e ripercorrono i passaggi essenziali della sua biografia: una ha per scenario Boulder, nel Colorado, datata agli anni della scuola superiore; un’altra riguarda l’intenso periodo di formazione presso la Rhode Island School of Design di Providence; infine, quella che fra 1977 a 1978 venne eseguita a Roma. New York, da una parte, e la natura incontaminata della MacDowell Colony nel New Hampshire rappresentano le fasi estreme della sua opera.

Completano l’esposizione cinque frammenti video, parte dei pochissimi video realizzati dall’artista durante i corsi della RISD, recentemente restaurati e pubblicati dall’Estate. Testimonianza del lavoro performativo dell’artista, i video sono un utile strumento che ci mostra l’artista modella e regista al tempo stesso.

Per maggiori info:
http://www.mostrawoodman.it

lunedì 3 maggio 2010

Gita sull'Adda: tra traghetti leonardeschi, cigni, folaghe e ponti di ferro


Sulle tracce di un nuovo workshop fotografico...
Arrivati in macchina a Imbersago, lasciamo la macchina al parcheggio in riva al fiume, dove troviamo ancora in funzione il traghetto manuale progettato 5 secoli fa da Leonardo da Vinci (unico esemplare tuttora funzionante dei cinque presenti fino al secolo scorso).
L'idea base di questo sistema di traghetto sfrutta la forza stessa della corrente: l'imbarcazione è agganciata a un cavo teso tra le due rive cosicchè al manovratore basta imprimere una spinta minima, tenendo una certa angolazione rispetto alla corrente, per far approdare il traghetto all'altra riva (pur trasportando anche pesi notevoli, tipo automobili); l'angolatura è mantenuta da un timone posto tra i due clicca per ingrandirescafi in corrispondenza della cabina di pilotaggio.


Il sentiero che costeggia le sponde dell'Adda, merita sicuramente di essere percorso per la ricchezza della flora e della fauna, molti infatti gli abitanti del fiume e delle sue rive, tra cui non mancano i maestosi cigni nonché papere e anatre di varie specie.
Qui le occasioni di scatto non mancano di certo e un bel 300mm non mi sarebbe affatto dispiaciuto!

Attraversato l'Adda con il traghetto, e dopo esserci concessi una sosta mangereccia in una delle due trattorie sulla sponda opposta, a Villa d'Adda, ci spostiamo in macchina verso Paderno d'Adda.
Qui, il ponte San Michele, una delle opere di ingegneria più significative in ambito internazionaleche, con i suoi 150 metri di luce in ferro rimane un simbolo dell'archeologia industriale lombarda. Il ponte supera il tratto della grande forra dei tre corni, nel punto dove l'Adda scorre infossata tra due alte sponde di ceppo. Fu ideato e costruito a cavallo del 1889 dalle Officine Nazionali di Savigliano su progetto tecnico dell'Ingegner Rothlisberger.

ALCUNI SCATTI

Per maggiori info:
Parco Adda Nord
Pro Loco Villa d'Adda (Il traghetto di Leonardo)
EcoMuseo Adda di Leonardo
Comune di Imbersago: Il traghetto di Leonardo da Vinci

sabato 1 maggio 2010

Gita al Villaggio Crespi d'Adda


Una simpatica gita domenicale, una nuova occasione per far sgranchire la nostra reflex e portare a casa una manciata di scatti interessanti.

Accetto richieste per accompagnarvi in una gita di mezza giornata in questo borgo operaio di fine ottocento.

Crespi è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno "Villaggio ideale del lavoro" accanto al proprio opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda.

Il Villaggio Crespi d'Adda è una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari.

In questo piccolo mondo perfetto il padrone "regnava" dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e "dalla culla alla tomba", anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell'opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera "ruotava attorno alla fabbrica stessa", ai suoi ritmi e alle sue esigenze.

L'UNESCO ha accolto Crespi d'Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa".

Passeggiare per il Villaggio Crespi e osservare il suo impianto geometrico e ordinato, le sue case operaie ancor oggi abitate, i servizi per la comunità di lavoratori ideati allora dagli industriali Crespi (la chiesa, la scuola, il dopolavoro, il cimitero ecc.) permette oggi di rivivere l'eccezionale storia di un vero e proprio villaggio ideale del lavoro, un piccolo feudo dove il castello del padrone era simbolo sia dell'autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.

La fabbrica invece ha cessato la produzione nel 2003 ed è chiusa e non visitabile: anche se conserva intatto tutto il suo fascino nel suo aspetto architettonico, interamente osservabile lungo la via principale che conduce al cimitero.

Informazioni:
http://www.villaggiocrespi.it

Photogallery:
http://www.iprous.it/photos/fotoGallery.aspx?nomeGallery=Crespi